Ha deciso di togliersi la vita qualche giorno fa, Alessandra Appiano, la scrittrice e autrice televisiva che ora l’Italia intera piange. Si è uccisa all’Ospedale Turro San Raffaele, Alessandra: era ricoverata lì per via di una grave depressione. Ora emergono nuovi inquietanti dettagli. Nelle ultime ore, dopo tutte le indiscrezioni uscite riguardo la morte della scrittrice, è stato il marito Nanni Delbecchi a dire la sua. Lo ha fatto sulle pagine del Fatto Quotidiano. Le sue parole, che di sicuro avete già letto, meritano di essere ribadite. Sono parole dolcissime che lasciano trapelare tutto l’amore di quest’uomo verso la moglie che non c’è più. “Sulla sua tragica fine si è scritto di tutto, dalla depressione ai ‘segnali’ inquietanti lanciati via social dalla stessa Appiano, nei giorni precedenti. Idiozie e cattiverie”. E ha aggiunto: “Tutto è raso al suolo in sette settimane per opera di una malattia mentale feroce, rapace, subitanea e violenta, un male che come un lampionaio spegne una per una le luci della persona che ogni giorno ti ha illuminato la vita”. Continua a leggere dopo la foto
Ha avuto una risposta anche per chi definiva Alessandra una donna malinconica. “Ognuno è padrone di dare libero sfogo alla propria nullità e alla propria spazzatura. Aveva le sue tristezze e le sue malinconie, certo, accentuate da una natura cui si alternavano spleen ed euforia. Era un’artista vera”, ha scritto. È provato, Delbecchi, provato dal lutto, da quella fuga della moglie dalla clinica e dal suo gesto estremo. Ma proprio in queste ore, poco dopo la pubblicazione di Delbecchi, emergono nuovi dettagli, molto inquietanti sulla morte della Appiano. Continua a leggere dopo la foto
Li ha svelati il Fatto Quotidiano. Cosa è emerso: la giornalista, per via della sua forte depressione, era ricoverata nel reparto dedicato ai disturbi dell’umore dell’ospedale Ville Turro-San Raffaele. Come gli altri pazienti, poteva passeggiare nel giardino ma non poteva uscire dal cancello. Proprio per evitare “fughe”, tutti i pazienti avevano un braccialetto di riconoscimento. E invece la Appiano, nonostante il braccialetto e i divieti, il 3 giugno è uscita dal cancello, è entrata nell’hotel vicino alla clinica e si è buttata dall’ottavo piano. Continua a leggere dopo la foto
Come rivela il quotidiano, ora è stata aperta un’inchiesta, per verificare se, nella clinica che la ospitava, ci siano state omissioni o negligenze. Non solo: l’inchiesta si concentrerà sull’aspetto farmacologico e sull’eventuale nesso tra la morte e gli effetti collaterali degli antidepressivi, che possono provocare o amplificare istinti suicidi.
Ultima modifica il 15-06-2018 alle ore 01:08/