“Addio, Dottore!”. Musica in lutto: se ne va uno dei più grandi interpreti. E con lui se ne va anche un pezzo di storia


Dobbiamo imparare a dire addio anche ai più grandi, alle leggende. È morto giovedì 6 giugno all’età di 77 anni Dr. John, al secolo Malcolm John Rebennack, autore, performer e leggenda del sound di New Orleans che mescolando blues, pop, jazz, boogie woogie e rock and roll ha scritto una delle pagine più importanti della musica popolare americana: fatale, all’artista nato nel 1941 nella maggiore delle città della Louisiana, è stato un attacco cardiaco. Van Morrison non molla di un centimetro e non si ferma più.

Solo sei mesi fa aveva pubblicato “You’re Driving Me Crazy”, con il supporto dell’organista jazz Joey De Francesco. A dare notizia della perdita è stata la famiglia di Dr. John, per mezzo di una nota pubblicata sui propri canali social ufficiali: “La famiglia ringrazia tutti coloro che hanno condiviso il suo unico viaggio musicale e chiede privacy in questo momento”, si legge nel messaggio: “Le esequie saranno annunciate nei prossimi giorni”. (Continua dopo la foto)








Cresciuto nel quartiere di 3rd Ward, Dr. John ha scoperto i classici del jazz nel negozio di dischi gestito dal padre, imparando, da autodidatta, a suonare tastiere e chitarra, prendendo confidenza con gli strumenti delle sale di incisione: diventato, a soli sedici anni, uno dei session più apprezzati della sua città, dopo aver collaborato con – tra gli altri – Johnny Vincent, James Booker ed Earl King, Rebennack affronterà una delle più grandi sfide della sua carriera nella prima metà degli anni Sessanta, quando perse l’anulare sinistro per le conseguenze di una ferita procuratasi nel corso di una sparatoria nella quale rimase vittima a margine di un concerto a Jackson, Mississippi. (Continua dopo la foto)






Coinvolto in attività illegali come vendita di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione, Dr. John venne condannato a due anni di reclusione, che scontò nel penitenziario di Fort Worth, Texas, prima di trasferirsi a Los Angeles, dove proseguì con successo la sua carriera musicale. (Continua dopo la foto)



 


Oltre alle collaborazioni in studio con, tra gli altri, Rolling Stones, Van Morrison, Sonny & Cher e Frank Zappa, Rebennack appare insieme alla Band nello storico documentario firmato da Martin Scorsese “The Last Waltz”: vincitore di sei premi Grammy e iscritto nella Rock and Roll Hall of Fame, tra i suoi album più noti si possono ricordare “Gris-Gris” (1968), “Remedies” (1970), “Dr. John’s Gumbo” (1972), “Desitively Bonnaroo” (1974) e “City Lights” (1979). Addio, leggenda!

Ti potrebbe anche interessare: Carlotta Mantovan: “Ho 2 compagni fedeli e li amo da morire”. La confessione a poco più di un anno dalla morte di Fabrizio Frizzi

Tags:

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it